di francesca palazzi arduini
“Sono sempre più forti i legami transnazionali che consentono ai paesi governati da regimi autoritari o democrazie imperfette di fare a casa di altri ciò che, per pietà del Diritto, non possono per ora fare a casa loro (…)”
-Bergoglio, di più che voglio? l’enciclica papale tra mimetismo culturale ed egemonia tradizionale
di francesca palazzi arduini
NONMOLLARE 73 , novembre 2020
“Vi sono state molte coincidenze in questi giorni, simboliche per la Chiesa cattolica.
L’esposizione in teca del ragazzo Carlo Acutis, appartenente all’alta borghesia torinese, morto per leucemia e beatificato, trattato con maschera al silicone per dare ai fedeli visitanti la basilica di S. Maria maggiore ad Assisi l’illusione sempre cercata dell’incorruttibilità del corpo dei santi.
Poi il caso del Cardinal Angelo Becciu, ulteriore segnale dell’intenzione di Bergoglio di stoppare i maneggioni più impenitenti, ricorrendo anche alla collaborazione con le Polizie laiche. Luci ed ombre di un papato funambolo, diviso tra riforma e proseguimento della tradizionale attività religiosa alla quale lo stesso Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi si dedicava: la raccolta di fondi.
Infine la promulgazione dell’enciclica Fratelli tutti, sin da subito magnificata, sull’onda dei primi bignami mediatici, come innovativo capolavoro.
Le 94 pagine ripropongono come egemonico il tema cattolico della fratellanza universale. Si tratta anche di un invito al dialogo ed all’ascolto del “prossimo” che certo, in questi tempi di poliedrici Caino, nello sconforto della visione di un’ arena politica minata da Capitani in mutande, salgono in Borsa come l’oro.
(…)”
-Bergoglio e la “buona-novela”
di francesca palazzi arduini
NONMOLLARE 76, dicembre 2021
“Anche i ricchi piangono» non è il titolo di una lettera enciclica di questo papa, eppure potrebbe esserlo. Le storie di donne e uomini che riscattano la propria vita, da poveri e innamorati a innamorati felici e benestanti, ma sempre con nel cuore la lezione del destino, è trama molto amata e conosciuta. Betty la Fea, telenovela prodotta in Colombia che narra di una segretaria-brutto anatroccolo, capace di sventare intrighi e dal futuro luminoso di dirigente d’azienda, è uno dei cardini storici nella narrazione popolare sudamericana per la quale c’è speranza per tutt* ed i buoni sentimenti, infine, vincono sempre.
Il cuore e le sue emozioni, i legami familiari, la devozione religiosa che consola i derelitti, consolidano quell’intreccio di cultura tra colonizzati e colonizzatori, buoni e cattivi, nobili decaduti ora rinati nei panni di mendicanti o donne di servizio, in attesa di affrancarsi.
Dopo il papato frigido, tutto cuoio e crauti dottrinali, dell’inflessibile Ratzinger, incapace di “resilienza” nei confronti dell’ormai devastante e decadente imperium curiale, serviva proprio un tenero papa del sentimento.
Il gesuita Bergoglio, cresciuto col metodo della calda flessibilità e, se proprio necessario, del diplomatico silenzio, della pacca sulla spalla, o al massimo della pacca sul tavolo. Neanche il papa polacco, detto “l’atleta di dio”, che pure aveva suscitato schiere di groupies innamorate, con devozioni quasi peccaminose
(«aveva il corpo di Cristo»*cit. Miss Keta), può competere con l’aura meno patrigna e più nonnesca del buon Bergoglio.(…)”
