“Un saggio femminista su una nuova “Creatura”, l’intelligenza artificiale generativa. Dalla Genesi e dal pensiero astratto – sia religioso che laico – che “crea” il mondo, al Frankenstein di Mary Wollstonecraft, sul sogno di dare la vita, I.A. come divinità ci propone una visione dell’intelligenza artificiale come totem dai poteri divini, magici e propiziatori. Il digitale, già adorato come strumento che facilita la nostra vita, sta mostrando da tempo un impatto severo sulle modalità del pensare e sulla stessa percezione della realtà. Con la promessa di nuovi paradisi sulla terra e la sostituzione dell’umano in lavori logoranti e pericolosi, l’I.A. si sostituisce al “divino” nella società complesse. Il “sacro”, che sia magia, superstizione o religione, si trasforma e si riversa nella tecnologia. L’intelligenza artificiale diventa una divinità a cui affidare il proprio destino mentre i suoi sacerdoti edificano nuovi sistemi di dominio totale.” – in libreria e online da novembre 2025 per Ortica/Novalogos editrice.
Così le molle che mettono in moto la grande macchina,
sebbene ben lontane dalla portata del nostro
sguardo, avvolte in un mistero che non potremo mai
pensare di penetrare, sembrano all’ignorante a portata
della sua mano; egli s’immagina di poterle toccare e di
poter quindi produrre con la magia ogni sorta di bene
per sé e di male per i suoi nemici. Col tempo la fallacia
di questa credenza gli si fa manifesta; scopre che
vi sono cose che non può fare, piaceri che non si può
procurare, dolori che anche il più potente dei maghi
non sa allontanare.
James G. Frazer, Il ramo d’oro
