Maga Black Magic: sfide globali contro l’uso massivo della IA

“Era il marzo 2024, e circolavano online foto di Donald Trump per la sua campagna presidenziale, palesemente false (www.wired.it) Si trattava del tycoon circondato da sorridenti fanciulle afroamericane, ma le mani delle persone ritratte mancavano o eccedevano di alcune dita. La propaganda trumpiana è continuata con una presenza massiccia sui social media ed un intervento finanziario diretto della nuova élite Usa degli strumenti digitali, delle criptomonete, dell’intelligenza artificiale. Botta e risposta, rivelazioni, filmati e immagini taroccate sui social: il dibattito, e la capacità di attenzione e concentrazione generale, erano già del resto sviliti dall’abuso di videoclip, reels, troll commentatori, e bombe di fake news sui social media. A elezioni vinte, l’istituzione del D.O.G.E.(il dipartimento per l’efficienza governativa capitanato dal miliardario Elon Musk), nel gennaio 2025, sperimentava l’impiego politico della I.A. a scopo di controllo dei dati dei cittadini. Per tagliare la struttura federale si è scelto di “censire e segnalare” le fonti dello “spreco”, ovviamente per prime quelle attività che vengono considerate inutili o controproducenti da un governo di destra. Si è trattato dell’uso della intelligenza artificiale sotto il diretto controllo del Governo, è stato (l’organismo è stato soppresso nel novembre 2025) un meccanismo di assunzione di dati a futuri usi, anche elettorali: due membri del gruppo di lavoro del D.O.G.E. che lavoravano alla Social Security Administration sono citati in un recente documento del Dipartimento di Giustizia per un loro possibile accordo circa l’uso dei dati della Social Security per il confronto con le liste elettorali statali. (Kyle Cheney su Politico). Il lavoro di “ristrutturazione” degli uffici federali con oltre diecimila contratti cancellati, quali quelli di USAID, è consistito in un lavoro ideologico sulle parole proibite, la lista dei termini da abolire (DEI) è stata presentata come strumento di “risparmio” ( si veda Wikisource- DEI Related Contract Cancellations by DOGE, gennaio 2025). Virulenza sul web e censura sono la punta dell’iceberg di una strategia politica di forte investimento del governo degli Stati Uniti nell’economia digitale e della IA, e del palese riconoscimento della IA come elemento trascinante dell’economia Usa in un momento di sua grande difficoltà oggettiva, che vedeva già da anni un valore per capitalizzazione vincente delle holding del digitale e dei servizi connessi. Scrive B. Merchant: “ Con Trump, il governo federale ha acquisito una quota del 10% in Intel per quasi 9 miliardi di dollari, nazionalizzando parzialmente una delle aziende tecnologiche storiche del Paese. Ciò che ha fatto meno notizia è che l’amministrazione Trump ha acquisito anche una partecipazione in altre otto aziende private, per un valore complessivo di centinaia di milioni di dollari, cruciali per la supply chain del settore tecnologico.” Se scorriamo la lista pubblicata dal New York Times notiamo che il Governo federale ha recentemente investito in aziende per l’estrazione di terre rare (Lithium Americas, MP Materials, ReElement Technologies, Vulcan Materials, et c.), oltre che nella Westinghouse per il settore nucleare. L’amministrazione Trump ha un enorme interesse a legarsi saldamente allo sviluppo della I.A., un legame che tiene assieme diverse possibilità di uso (scientifico, militare, di analisi e gestione delle reti, di controllo sociale e della comunicazione) e profitto: “Trump ha stretto un accordo con Nvidia per consentirle di vendere chip high-tech precedentemente vietati alla Cina, in cambio del 25% dei ricavi.” (Merchant) È degno di nota che l’ordine esecutivo di Trump incentivi l’esportazione dell’intero stack di intelligenza artificiale, ovvero software, hardware e infrastrutture; il suo obiettivo principale è quello di far costruire all’estero più Data Center che utilizzino sistemi di intelligenza artificiale americani. Così il governo federale sotto Trump sta lavorando per accrescere il proprio potere con l’intelligenza artificiale, con legami così stretti al punto che aziende come OpenAI, se una bolla finanziaria le coinvolgesse, potrebbero essere salvate con fondi federali. “